Il settore mangimistico per i professionisti di domani

I volti di un settore
in movimento

Giovani professionisti del settore mettono la propria esperienza a disposizione di studenti e neolaureati, condividendo informazioni e consigli sulle soft skill fondamentali.

I profili professionali
più richiesti

Essere impegnati in questo comparto presuppone capacità personali e conoscenze tecnico-scientifiche differenti in base ai profili professionali richiesti dalla nostra industria.

Curare e sviluppare i rapporti con i clienti, stipulare contratti per la compravendita di mangimi, additivi e premiscele, destinati a diverse specie o categorie di animali da produzione alimentare e da compagnia.
Occorre buona capacità di relazioni personali.

Avere sotto controllo l’intero processo produttivo, dalla tracciabilità delle materie prime alla produzione dei mangimi, permette una migliore gestione aziendale ed un monitoraggio costante, efficiente ed efficace delle situazioni. I sistemi di analisi del rischio e dei punti critici di controllo permettono un controllo di qualità che soddisfa i requisiti dei prodotti.
Occorre un’attenzione particolare a monitorare i prodotti utilizzati ed i processi di lavorazione interni all’azienda per garantire la sicurezza e la qualità del mangime da commercializzare.

Acquistare materie prime dall’Italia e da tutto il mondo al fine di produrre mangimi di qualità sanitaria e nutrizionale, adatti alle diverse esigenze degli animali.
Occorre una conoscenza approfondita dei cicli dell’agricoltura, dei trasporti, degli andamenti di semine, delle condizioni metereologiche e di tutti i fattori ambientali ed economici che possono influenzare gli andamenti dei mercati.

Predisporre diete che soddisfino le esigenze nutrizionali degli animali, diversificate per categoria, destinazione e fase della vita. Infatti, ogni categoria animale ha specifiche esigenze e la ricetta creata deve mantenere nel tempo le caratteristiche di performance ed essere economicamente sostenibile per l’allevatore o il proprietario degli animali.
Occorre una conoscenza della fisiologia e del metabolismo dell’animale, supportate da basi di veterinaria, chimica e biologia.

Fare controllo qualità significa innanzitutto conoscere le caratteristiche e le eventuali problematiche riguardanti gli ingredienti che andranno a costituire un mangime. Inoltre, il controllo qualità implica anche conoscere l’intero processo produttivo: dal ricevimento delle materie prime allo stoccaggio, dalla produzione alla consegna dei prodotti finiti presso l’allevatore o il distributore.
Occorre una conoscenza approfondita degli aspetti sanitari e qualitativi degli ingredienti nonchè del processo implementato a livello aziendale per monitorare costantemente la conformità dei prodotti.

Sviluppare strategie per competere meglio sul mercato generando un valore per il cliente, inteso come allevatore o proprietario del pet. Analizzare il mercato per sviluppare nuovi prodotti, curarne il packaging, il pricing e tutte le attività promozionali.
Occorre un’ottima conoscenza dei prodotti presenti sul mercato, capacità strategiche ed innovative per rispondere in modo anche proattivo alle esigenze del cliente e della società.

Risolvere le problematiche del cliente e garantire assistenza per ogni necessità, dalla verifica della corretta gestione delle materie prime e del mangime al controllo dello stato di salute degli animali, a salvaguardia e tutela del loro benessere indipendentemente se destinati alla produzione di alimenti o compagni di vita. 
Occorre un ampio spettro di caratteristiche, dalle capacità relazionali alle conoscenze scientifiche e tecniche.